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mercoledì 30 luglio 2008

Le famiglie italiane sempre più in difficoltà

Problema reale di origine sociale o alibi per le nuove generazioni?


Le famiglie italiane sono sempre più povere. I figli costano e la fecondità in Italia si mantiene bassa. Eppure sono proprio le coppie di immigrati, quelle che affrontano maggiori difficoltà, ad avere più figli.

Questo è il quadro che emerge dal rapporto annuale ISTAT che dà una visione aggiornata dell’evoluzione della nostra società. È un indicatore dei problemi e delle abitudini della nostra popolazione e può rappresentare un’occasione per riflettere sui cambiamenti che avvengono nella nostra società. Il rapporto di quest’anno delinea un'Italia che si posiziona all'ultimo posto per reddito in Europa dietro a Francia e Germania con famiglie sempre più in difficoltà:, una su tre arriva a stento alla quarta settimana, mentre il 50% vive con meno di 1.900 euro al mese.

Siamo in un momento di difficoltà economica, con investimenti e consumi delle famiglie che sono fermi o in regresso.

Il Rapporto evidenzia come queste problematiche sono difficili da risolvere e le situazioni che hanno portato a questa realtà non si cambiano in breve tempo; c’è la necessità di un sistema di protezione sociale, di un lavoro coordinato da parte di più enti sociali per migliorare le infrastrutture, i servizi per poter far cambiare idea e stile di vita alle persone che, deluse e preoccupate, tendono a non progettare il proprio futuro.

Per contro si osserva una risalita del tasso di fecondità complessivo della popolazione residente dall’ 1,19 all’ 1,33 figli per donna nel 2007, questa ripresa della fecondità osservata nel nostro paese è dovuta però alla maggiore propensione ad avere figli mostrata dalle cittadine straniere. I nati da coppie di genitori stranieri sono quasi 58 mila, pari al 10,3 per cento del totale dei nati della popolazione residente (dato percentuale di stranieri residenti in Italia sulla popolazione totale), le cittadine neo-mamme straniere residenti hanno avuto in media 2,5 figli per donna, il doppio di quelli avuti dalle italiane (1,26). Risulta quindi che i due terzi dell’incremento sono attribuibili alle donne straniere.

Sorgono spontanee alcune domande: visto che anche le donne straniere vivono nello stesso territorio e con forse maggiori difficoltà delle italiane, ci si potrebbe chiedere qual è il motivo per cui le straniere fanno più figli delle italiane? In futuro si allineeranno a loro? Sono le italiane a farsi più problemi del necessario? E e perché? È davvero solo un fatto economico e di aiuti sociali a sostenere la fecondità delle famiglie? In conclusione: è un problema sociale che porta a diminuire il numero dei figli o il problema risiede di vedere delle coppie italiane?

dott.ssa Sebastiana Pappalardo

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