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martedì 26 agosto 2008

Varicocele, rischio di infertilità se non diagnosticato prima dei trenta

Sempre più tardi i giovani scoprono di essere affetti dal varicocele. La sospensione della leva militare non consente più di individuare questa patologia, tipicamente maschile, proprio nel periodo di sviluppo del problema, intorno ai venti anni. Molti giovani, non svolgendo accurati controlli dall’andrologo, perché riluttanti nell’affrontare problematiche relative l’apparato riproduttivo maschile, spesso scoprono di essere affetti da varicocele troppo tardi (oltre i trent’anni), quando l’intervento chirurgico è ormai inutile.

Il varicocele nell’uomo è la dilatazione delle vene dello scroto (plesso pampiniforme). Nello scroto si trovano i testicoli che ricevono il sangue dall’arteria testicolare. Il sangue viene poi portato via dalle vene del plesso pampiniforme. Da queste alla vena spermatica interna e poi al cuore.

Più raro nelle donne, è determinato da una incontinenza congenita delle vene ovariche.

Insorge tra i 15 e i 25 anni, raramente prima e ancora meno in vecchiaia.

L’incidenza è alta; 15% dei giovani alla leva. Nell’85% dei casi a sinistra, 4% a destra e nell’11% è bilaterale.

La patogenesi non è chiara; la causa più probabile è una debolezza congenita delle pareti venose associata ad incontinenza delle valvole per cui stando in piedi la pressione del sangue per gravità ne causa la dilatazione.

La dilatazione porta all’innalzamento di pochi gradi della temperatura del testicolo che, mantenendosi a lungo, può causare infertilità perché colpisce gli spermatozoi alterandone numero, mobilità e forma.

Spesso asintomatico, se le sue dimensioni sono importanti può causare dolore. La diagnosi si effettua con visita ed ecografia Doppler eseguita col paziente in piedi per visualizzare meglio il riempimento delle vene.

A questo è utile associare un esame del liquido seminale (spermiogramma) per la valutazione degli spermatozoi.

La terapia consiste nella chiusura delle vene dilatate o con intervento chirurgico a livello inguinale.

Questo intervento, eseguito dal radiologo, si chiama Scleroembolizzazione percutanea. Dopo anestesia locale in sede inguinale si introduce una sonda attraverso la vena femorale destra e si arriva alle vene dilatate. Attraverso la sonda si introduce dell’Alcool Sclerosante che occluderà le vene.

Eseguito in Day Hospital, si va a casa dopo un’ora.

Dott. Bonaventura De Vivo

1 commento:

Anonimo ha detto...

Mi chiamo Fabio e vorrei capire meglio cosa è il varicocele. Ho 29 anni e girando su internet ho visto alcune foto/immagini che mostrano un pene affetto da varicocele. Io non ho fatto la visita militare e nemmeno una visita dall'andrologo. Se mi guardo allo specchio ho il sospetto di avere anche io il varicocele. Diciamo che non ho mai "provato" il livello della mia fertilità, quindi potrebbe essere solo una mia impressione.
Comunque, potrebbe indicarmi un buon centro vicino a casa mia. Io abito in provincia di Roma, a Ladispoli.

Grazie Fabio

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