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lunedì 20 ottobre 2008

Infertilità inspiegata: non è importante la diagnosi, ma la soluzione

Per infertilità inspiegata si intendono quelle situazioni in cui nonostante tutti gli esami diagnostici eseguiti la causa per la quale la coppia non concepisce resta ignota. Questo non vuol dire che essa non esiste. Vuol dire che probabilmente i mezzi attualmente disponibili dalla medicina non riescono ad identificare la causa di infertilità.

Riguarda circa il 10-15 % di tutti i casi di sterilità e sembra in aumento. A volte vengono etichettate come inspiegate situazioni nelle quali non si sono fatte proprio tutte le indagini disponibili oppure si sono fatte male. Ad esempio per escludere un fattore tubarico bisognerebbe fare la laparoscopia oltre all’isterosalpingografia perché quest’ultima non mette in evidenza aderenze che si vedono solo con una visione diretta. Tuttavia la laparoscopia è un intervento chirurgico e non tutte le donne sono disposte ad esami così invasivi pur di escludere o confermare una ipotetica causa di infertilità. Altre volte lo spermiogramma appare normale ma vi sono difetti degli spermatozoi più difficili da evidenziare.

D’altra parte la tecnica mette continuamente nuove indagini a disposizione del medico e così la percentuale di queste situazioni dovrebbe diminuire. Ad esempio esistono da poco tempo l’ecopower doppler tridimensionale per valutare la circolazione dell’endometrio ed il test della frammentazione del DNA degli spermatozoi per verificare l’integrità del loro nucleo.

L’ infertilità inspiegata è stressante per la coppia perché essa vorrebbe trovare la causa del mancato concepimento. In realtà bisognerebbe pensare che la terapia esiste e può dare ottimi risultati nonostante la mancanza di diagnosi. Non è opportuno intestardirsi talora per anni alla ricerca di uno o l’altro dei motivi di infertilità quando sarebbe più pratico cominciare a risolvere il problema al più presto visto che l’età (specie per la donna) costituisce talvolta un ostacolo al raggiungimento dello scopo.

Per la terapia infatti si può iniziare con la stimolazione ovarica semplice. Se non funziona è possibile passare all’inseminazione intrauterina e se neanche questa dà risultati sarà opportuno ricorrere alla FIVET o alla ICSI.

prof. Claudio Manna

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