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lunedì 24 novembre 2008

Effetto dell'età paterna e materna sulla riuscita della fecondazione intrauterina

L'inseminazione intrauterina (IUI) è tra le tecniche più semplici, non traumatica e di più facile esecuzione, a cui si ricorre nei casi di infertilità inspiegata.

Le possibilità di successo dipendono da più fattori e spesso è necessario programmare un certo numero di tentativi, se poi non si hanno risultati è opportuno valutare il passaggio a tecniche più complesse come la Fivet o la Icsi .

E’ ormai riconosciuto e noto che l’età materna è un fattore importante per la probabilità di riuscita delle tecniche di riproduzione assistita. Nella donna dopo i 35 anni comincia ad aumentare in modo esponenziale il rischio che gli ovociti prodotti possano essere meno buoni. L’effetto nocivo è legato alla diminuita qualità sia dei cromosomi che del citoplasma dell’ovocita. L’ovocita portatore di un corredo cromosomico danneggiato può portare ad una non fecondazione oppure, se si ottiene la fecondazione, si può verificare un danno a carico dei cromosomi tale da portare ad un aumento della probabilità di aborto spontaneo.

Questo effetto dell’età materna è già noto da tempo, invece recentemente è stato interessante notare che anche l’età paterna, che sino a poco tempo fa si riteneva irrilevante nei problemi di infertilità, ha, in realtà, la sua importanza. Solo recentemente, a seguito di nuove indagini di laboratorio messe a punto sugli spermatozoi, si sta valutando l’impatto dell’aumento dell’età paterna sulla struttura del DNA spermatico. Un alto indice di frammentazione del DNA dello spermatozoo pregiudica l’esito della IUI e della riproduzione assistita in generale.

E’ stato dimostrato chiaramente che comunque, con o senza stress ossidativi come ulteriore fattore di danno, la frammentazione del DNA degli spermatozoi aumenta con l’età. Sarebbe opportuno eseguire sempre il test di frammentazione del DNA spermatico prima di un trattamento di riproduzione assistita quando si è in presenza di età paterna avanzata o di stili di vita a rischio di stress ossidativo degli spermatozoi.

Dopo la valutazione dell’analisi è possibile da parte dello specialista migliorare la qualità degli spermatozoi con opportuni farmaci prima di iniziare un trattamento per l’infertilità.

Dott.ssa Sebastiana Pappalardo

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