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mercoledì 11 febbraio 2009

Combattere le infezioni vaginali si può (e si deve)

Le infezioni vaginali si presentano come infiammazioni della vagina. A volte, se non curate, si possono estendere alla cervice uterina, cioè al collo dell'utero sino ad interessare le tube, provocando lesioni e infine, nel caso più drammatico, infertilità tubarica.

Queste infezioni sono causate da uno o più agenti infettivi, identificabili in microrganismi patogeni di diverso genere (funghi o batteri). Il trattamento con la terapia antibiotica o antifungina deve essere iniziato appena si conoscono i risultati dei tamponi vaginali con eventuale antibiogramma che permette di sapere qual è il farmaco più efficace per quel tipo di germe. In determinati casi devono essere trattati anche i partner delle pazienti affette.

Per le infezioni non complicate dovute alla N. gonorrhoeae, le opzioni includono il ceftriaxone, 125 mg per via intramuscolare, il cefixime, 400 mg per bocca, o la ciprofloxacina, 500 mg per bocca. Poiché la C. trachomatis spesso accompagna la N. gonorrhoeae, si può anche usare la doxicillina, 100 mg per bocca per 7 giorni. L'azitromicina, 1 g per bocca in una singola dose o l'ofloxacina, 300 mg per 7 giorni sono ugualmente efficaci. Gli obiettivi terapeutici includono la completa risoluzione dell'infezione e la prevenzione delle sequele (come ad esempio infertilità e gravidanza ectopica).

Per la Candida esistono numerosissimi antimicotici locali i cui nomi chimici sono: clotrimazolo, econazolo, itraconazolo e altri ancora. Il serbatoio da cui il micete (il fungo) esce per recarsi nella vagina è l'intestino. È necessario, quindi, curare l'alimentazione, limitare i dolci, assumere frutta e verdura regolarmente, yogurt e fermenti lattici. Esistono delle preparazioni farmacologiche di bacilli che colonizzando l'intestino rendono più difficile la vita ai miceti. È preferibile non usare indumenti troppo aderenti e tessuti che non permettono una corretta traspirazione. Soprattutto per gli indumenti intimi è da prediligere il cotone, perché i tessuti in microfibra aderiscono eccessivamente alle mucose genitali, alzando la temperatura locale e favorendo così la moltiplicazione di colonie fungine o batteriche. Anche la detersione quotidiana ha le sue regole importanti: usare prodotti non aggressivi ma delicati che rispettino la fisiologica acidità dell’ecosistema vaginale e limitare al massimo l’uso di salvaslip al di fuori del ciclo mestruale.

Se pensiamo che vi sono donne che soffrono di candidiasi tutto l'anno, sarebbe già un discreto successo limitare gli episodi acuti a due o tre l'anno, facilmente controllabili con la terapia locale.

Una terapia orale in un’unica somministrazione mensile permette spesso un buon successo per il controllo delle recidive, ma una buona gestione delle proprie mucose può spesso avere la stessa o addirittura una maggiore efficacia.

Proteggersi dalle infezioni ricorrenti salvaguarda la qualità della vita delle donne oltre che le preserva da disagi futuri.

dott. Francesco Crescenzi

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