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giovedì 5 febbraio 2009

Idrosalpinge e fecondazione assistita

L'idrosalpinge è l'ostruzione della parte terminale della tuba vicino all’ovaio, detta fimbria, dovuta alla ritenzione di liquido al suo interno, seguita da rigonfiamento e distensione, che provocano la perdita della sua forma anatomica e la funzionalità.

L’idrosalpinge si sviluppa come complicanza di infezioni del tratto genitale superiore (PID), nei casi in cui il trattamento delle stesse è tardivo o incompleto. La distruzione della mucosa che ne consegue causa l’infertilità. Raramente l'idrosalpinge è percepibile e infatti, al contrario di una disfunzione ovarica, che si manifesta ad esempio in modo eclatante con irregolarità del ciclo, l’idrosalpinge è, di solito, asintomatica, ma può causare compressione pelvica. Sintomi possono essere il dolore pelvico cronico, o una gravidanza extrauterina (ma non tutte le donne presentano gli stessi sintomi).

Se soltanto una delle due tube è bloccata, mentre l’altra è funzionante, è ancora possibile avere una gravidanza, e questo dipende sia dalla causa che ha reso inutilizzabile la tuba malata sia dalla funzionalità dell’ovaio che si trova dal lato della tuba sana. Infatti, l’ovulazione, di mese in mese, coinvolge alternativamente le due ovaie. Per questo motivo potrebbe essere necessario un tempo più lungo per ottenere una gravidanza spontaneamente.

Il sospetto di idrosalpinge può nascere da un esame ecografico, se non direttamente dalla storia clinica della paziente. Utile sarà anche la ricerca di anticorpi anti Chlamidia nel sangue. Per valutare la pervietà tubarica sarà poi opportuno eseguire l’isterosalpingografia, che riesce a dare un risultato certo nell' 85% dei casi. Un ulteriore indagine è la laparoscopia diagnostica, esame più invasivo ma più preciso, poiché visualizza direttamente gli organi pelvici.

Comunque non necessariamente una donna che scopre di essere affetta da idrosalpinge deve ricorrere alla chirurgia, seppur mini-invasiva. La migliore strada da seguire può essere quella della fecondazione assistita, che grazie alle tecniche che bypassano il percorso tubarico dell’embrione, mette al riparo la donna dall’aumentato rischio di gravidanza ectopica (cioè fuori dalla sede naturale). Infatti, nel caso si instaurasse spontaneamente una gravidanza in una donna con una storia clinica di patologia tubarica, questa andrebbe monitorizzata molto attentamente dal proprio medico curante per questo rischio aumentato.

dott.ssa Eufemia Campana

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