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venerdì 27 marzo 2009

Oogenesi: di cosa si tratta?

L’ovaio è il principale organo dell’apparato riproduttivo femminile ed è la sede della maturazione e del rilascio degli ovociti per la fecondazione. L’unità fondamentale dell’ovaio è il follicolo ovarico (schematizzazione a destra), composto dall’ovocita e dalle cellule circostanti, tutte immerse in un liquido, il liquido follicolare.

L’oogenesi è il processo che porta alla produzione della cellula uovo femminile e inizia già durante lo sviluppo embrio-fetale. Questo processo determina il numero di ovociti disponibili durante tutta l’età riproduttiva della donna che, al contrario dell’uomo, possiede sin dall’inizio un numero ben determinato di ovociti che non cambia nel tempo.

Dopo 4-6 settimane di gestazione nell’embrione in via di sviluppo, le cellule che diventeranno gli ovociti, dette cellule germinali primordiali (PGCs), migrano verso le ovaie ancora in via di formazione (creste genitali). Una volta raggiunte le “creste” le PGCs prendono il nome di oogoni e cominciano a proliferare mediante mitosi (cioè ogni singola cellula si divide in due cellule identiche dal punto di vista genetico): arrivano così a circa 7 milioni intorno ai 5-6 mesi di vita fetale (grafico in basso).

Dopo l’intensa attività proliferativa inizia una fase in cui solo alcuni oogoni rimangono attivi e proseguono il loro sviluppo, mentre i restanti degenerano e muoiono. Vediamo quindi che già nella fase fetale la futura donna inizia a perdere i suoi ovociti (grafico a sinistra). Gli oogoni rimasti attivi vanno incontro a meiosi (quel processo specifico della loro maturazione genetica) e si trasformano in ovociti primari. Essi però si bloccano e proseguono la meiosi solo all’inizio dell’età puberale. Alla nascita si contano circa 1,2 milioni di ovociti, che continuano ad andare incontro ad eventi continui di morte cellulare, una specie di suicidio programmato (apoptosi). Restano così un totale di circa 300-400mila ovociti disponibili durante la vita riproduttiva della donna, di cui però solo 300-400 giungeranno a maturazione completa nell’arco della vita. Questa quota restante di ovociti costituisce la cosiddetta riserva ovarica, che tanto i ginecologi cercano di vedere con analisi idonee per capire quanto la paziente risponderà per esempio alla stimolazione ovarica.

A partire dalla pubertà, di questo parco di ovociti primari, ogni mese uno va incontro ad una maturazione guidata dagli ormoni e riprende la meiosi, ma si blocca successivamente (ovocita secondario). L’ovocita è ora pronto all’incontro con lo spermatozoo per essere fecondato. La fusione dello spermatozoo con l’ovocita permette a quest’ultimo di terminare finalmente la meiosi e si forma così la prima cellula del nuovo individuo, lo zigote. Lo zigote rappresenta la prima fase di sviluppo dell’embrione e infatti questa cellula è totipotente, cioè è in grado di dare vita a tutti i tipi di cellule. Man mano che lo zigote si divide, attraverso la mitosi, le cellule che si formano si specializzano nei diversi tessuti, compreso quello che poi darà luogo all’ovaio, come abbiamo visto all’inizio.

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