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giovedì 9 aprile 2009

Infertilità inspiegata, come intervenire?

L'infertilità inspiegata è una delle problematiche più complesse perché spesso si perde molto tempo prima di attuare una terapia idonea. In medicina normalmente si cura in base alla diagnosi accertata perché è il modo più logico di massimizzare i risultati e minimizzare i rischi. Appare perciò strano procedere alle cure senza conoscere esattamente la causa del problema. Eppure si deve passare alla terapia perché il tempo è prezioso.

Si inizia, quindi, dalle terapie più semplici come la stimolazione ovarica. Questa andrebbe fatta un numero di volte variabile a seconda dell’età della paziente ed in ogni caso in funzione anche della risposta avuta nelle ultime eseguite. È bene fare un buon monitoraggio ecografico ed ormonale per capire quello che succede nell’apparato riproduttivo. Mediamente 3-4 tentativi intervallati da altrettanti cicli di riposo appaiono indicati. Una tattica simile è consigliabile quando si decida di eseguire l’inseminazione intrauterina qualora la stimolazione ovarica non abbia dato alcun esito. Da 1 a 3 tentativi di inseminazione con stimolazione ovarica appaiono consigliabili e se, anche con questi non si raggiunge il risultato atteso, sarà bene pensare ad una fecondazione in vitro (FIVET o ICSI). La tecnica tra queste consigliabile è la ICSI perché, nel caso in cui gli spermatozoi fossero difettosi per un problema non identificabile agli esami andrologici eseguiti e che implica una incapacità a fecondare, la ICSI ci garantirebbe quasi certamente la fecondazione. È difficile dire a questo punto quanti tentativi è necessario prevedere. I risultati ottenibili con queste terapie a dispetto dell'impossibilità a trovare una causa sono decisamente buoni. Oltre il 50 % delle coppie con questa patologia riescono a procreare ma naturalmente dipende molto dalla qualità del centro al quale ci si affida e dall’impegno messo da parte della coppia.

Dott. Francesco Crescenzi

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