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lunedì 20 aprile 2009

Policistosi ovarica, un disturbo delle ovaie ma niente paura

Chiamata anche PCO, Sindrome dell’Ovaio Policistico e Micropolicistosi Ovarica è un disturbo complesso delle ovaie(gli organi dell’apparato riproduttivo femminile che producono gli ovociti maturi) ma che in realtà, diciamolo subito, non ha nulla a che vedere con le cisti!

Questo nome infatti, è uno dei più infelici della medicina ed evoca nelle donne cose preoccupanti che, in verità, non ci sono.

Il nome deriva una condizione che fu descritta nel 1935 da due medici americani Stein e Leventhal, quando osservarono le ovaie di alcuni casi molto particolari delle loro pazienti che non avevano mestruazioni. Queste presentavano molta peluria ed erano piuttosto grasse. Le loro ovaie erano assai ingrandite e la superficie presentavano tante sferette ripiene di liquido. Stein e Levental si accorsero anche di un’altra cosa: togliendo uno spicchio di queste ovaie le pazienti tornavano a mestruare, ovulavano ed in genere rimanevano incinte.

La PCO costituisce la più comune malattia endocrina della donna in età riproduttiva. Ne sono affette circa il 6-10%. In circa il 50% dei casi è documentabile una familiarità anche se, ancora, non è chiaro quale sia il meccanismo di trasmissione ereditaria.

Ma attenzione: questo nome infelice raggruppa una costellazione quasi infinita di casi e situazioni che sfumano una nell’altra anche se presentano un comun denominatore.

Tipicamente, il problema insorge nelle adolescenti e si manifesta con differenti quadri clinici che vanno da disturbi del ciclo mestruale (scarse o assenti mestruazioni), infertilità, disturbi della pelle (acne, cute grassa), aumento dei peli anche in zone del corpo tipicamente maschili come il torace, il dorso, il mento, le guance, la linea alba (sotto l’ombelico) e talvolta è associata a soprappeso o obesità. Altre volte però le pazienti si presentano piccole e magre.

Le ovaie di queste donne si mostrano ingrandite e all’ecografia pelvica appaiono con un tipico aspetto “a groviera”, cioè tante piccole sferette ripiene di liquido, situate nella zona più esterna dell’ovaio come i grani di un rosario. Queste sferette sono in realtà dei normali follicoli ovarici che non raggiungono la loro maturazione, a causa di un eccesso all’interno di essi, di particolari ormoni maschili (androgeni). Si determina così un’irregolarità del ciclo mestruale e spesso assenza dell’ovulazione, che può comportare infertilità, visto che le probabilità di concepimento sono ridotte quando l’ovulazione è incostante.

Un ruolo importante nel determinare la patologia è stato recentemente attribuito all’iperinsulinismo (aumento della secrezione di insulina, l’ormone del pancreas che controlla la glicemia e determina il diabete). Anche l’eccesso di insulina creerebbe uno squilibrio tra FSH ed LH con aumento di quest’ultimo. Infatti, è noto che circa il 25-50% delle pazienti affette da PCO sono in sovrappeso o obese, e il 50% presenta iperinsulinismo. L’obesità, pur non rappresentando un prerequisito fondamentale per lo sviluppo della malattia, sicuramente costituisce un fattore aggravante o di rischio, dal momento che il tessuto adiposo è una ulteriore fonte di androgeni ed estrogeni, non controllabile dal sistema endocrino.

Alcuni tipi di PCO, oltre ad essere una causa primaria di infertilità nel mondo occidentale, comporta sovente un aumento del rischio di patologie che vanno ben al di là dei soli problemi mestruali, come uno sviluppo eccessivo dell’endometrio (Iperplasia), obesità, diabete di tipo 2, alterazioni della quantità di grassi o lipidi normalmente presenti nel sangue e disturbi cardiovascolari.

Dott.ssa Domenica Lammoglia


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