Translate

mercoledì 15 aprile 2009

Policistosi ovarica, una difficile diagnosi

Per fare una diagnosi di PCO (la cosiddetta Policistosi ovarica) è necessario, in primo luogo, effettuare un’ attenta raccolta dei dati della donna, riguardanti le alterazioni del ciclo mestruale, in particolare l’inizio di queste irregolarità. Inoltre sembra ci sia un preciso legame tra il parto prematuro e la PCO : è importante cioè non trascurare anche la gravidanza e il parto della madre della donna affetta da questo disturbo. Altrettanto importante è definire come insorgono gli eventuali segni di iperandrogenismo (aumento dei peli, acne, cute grassa…), poiché un esordio rapido (in 2-6 mesi) di questi fenomeni potrebbero non riguardare la PCO. Piuttosto è immaginabile si tratti di qualcosa di più grave!

E' importante indagare anche se ci sono altre persone in famiglia con questa malattia ed individuare se la donna ha assunto particolari farmaci che potrebbero aver causato un aumento degli ormoni maschili.

A tutto ciò segue l’esame obiettivo che ha lo scopo di accertare e quantificare i segni dell'aumento degli ormoni maschili, come l'aumento dei peli e loro comparsa in zone tipicamente maschili, la presenza di acne, cute grassa, aumento del grasso corporeo e stima della sua distribuzione, stabilendo la percentuale di distribuzione tra la vita e i fianchi.


A questo punto è bene effettuare un controllo ormonale di base. Se la donna mestrua si eseguono 3 prelievi: il primo tra il 3° e 6° giorno, il secondo tra il 16° e il 20° ed il terzo prelievo tra il 26° e il 30° giorno del ciclo. Se invece la donna non mestrua (amenorrea) i prelievi sono due a distanza di 15 giorni l’uno dall’altro.


Normalmente si dosano gli ormoni sessuali femminili (LH, FSH, Estradiolo, Pogesterone), gli ormoni sessuali maschili (Androstenedione, Testosterone), la proteina che lega gli ormoni sessuali (SHBG), il Glucosio, gli ormoni della tiroide (TSH, fT3, fT4), la Prolattina (un ormone secreto dalla centralina ormonale del corpo cioè l’ ipofisi). Questo ormone regola la produzione di latte dopo il parto e può intervenire anche in modo negativo nella riproduzione. Importante valutare anche il Cortisolo,ormone prodotto dalle piccole ghiandole sopra i reni e che provoca un aumento del glucosio nel sangue. Infine non si deve trascurare l'Insulina che regola la glicemia nel sangue e che può essere coinvolta in alcuni casi di PCO.


In conclusione deve essere eseguito l’esame ecografico delle ovaie, le quali appariranno aumentate di volume e presenteranno sulla superficie esterna tante piccole sferette distribuite a “corona di rosario “.

Fare diagnosi di PCO non è sempre facile perché i sintomi e i segni con cui questa si presenta possono essere diversi da donna a donna ed a volte assai sfumati.


In accordo con le linee guida elaborate a Rotterdam nel 2003, la PCO può essere diagnosticata solo dopo l’esclusione di altre cause note di modificazioni del ciclo mestruale ed aumento degli ormoni maschili e quando siano presenti almeno 2 delle seguenti alterazioni:

1) Assenza dell’ovulazione con cicli mestruali irregolari

2) Livelli elevati di ormoni maschili o manifestazioni cliniche che essi comportano

3) Tipico aspetto ecografico delle ovaie



Dott.ssa Domenica Lammoglia

Nessun commento:

Disclaimer: le informazioni fornite da questo sito intendono supportare, e non sostituire, la relazione tra il paziente/visitatore del sito e il suo medico di riferimento