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lunedì 6 luglio 2009

E se fallisce la Fecondazione Assistita?

Prima regola : non pensare che siccome non è riuscito il primo o secondo tentativo di PMA dovrà essere sempre così! anche perché chi invece è riuscito al 3° o 4° tentativo oggi non avrebbe i figli che ha se non avesse ritentato. E quanti ne ho visti!
Seconda regola: cercare di capire perché non è andata analizzando tutti i dettagli dei cicli precedenti. Spesso escono fuori cose apparentemente insignificanti ma in realtà importanti addirittura determinanti per la riuscita.
Terza regola: vedere se sono state fatte tutte le indagini possibili per evidenziare elementi che influiscono sulla fertilità e correggerli dove si trovano.

Così dalle stimolazioni precedenti si può capire se esse sono state troppo leggere (pochi ovociti) o troppo forti (tanti ovociti di scarsa qualità). Perciò in una successiva stimolazione si possono modificare i tipi di farmaci usati. Anche il monitoraggio follicolare e soprattutto ormonale è importantissimo. Dosare anche il Progesterone può indicarci il momento giusto per fermarsi e procedere al pick-up indipendentemente dai follicoli o dall’estradiolo. Si è visto infatti con studi effettuati a livello internazionale che un Progesterone troppo alto può pregiudicare la recettività uterina e quindi l’impianto degli embrioni.
Non tutte le gonadotropine che si usano per la stimolazione sono uguali e allo scopo di personalizzarla bisognerebbe individuare il tipo di gonadotropina più idonea alla singola paziente. Questi sono solo alcuni esempi delle cose che è necessario considerare nei cicli precedenti per fare un piano di attacco idoneo.
Anche la qualità degli ovociti scelti per la fecondazione può essere decisva. Infatti la maggior influenza sulla qualità degli embrioni è data dagli ovociti. Oggi esistono mezzi molto avanzati per scegliere gli ovociti migliori come il microscopio a birifrangenza che ci ha già dato ottimi risultati. Con questo strumento vediamo la qualità della zona pellucida ed il fuso meiotico (il “pacchetto” dei cromosomi ovocitari): ovociti apparentemente normali che presentano bassa birifrangenza della zona ed assenza di quella del fuso sono ovociti di scarsa qualità che più difficilmente danno embrioni che si possono impiantare.

L’utero è stato indagato in modo completo? Domanda assolutamente necessaria da porsi. Per questo l’isteroscopia è molto utile perché ci fa vedere cose che l’ecografia da sola non può dimostrare perché la superficie interna di quest’organo si vede solo con le fibre ottiche dell’isteroscopio ( ad es.infiammazioni, aderenze).
Un esame nuovo che stiamo utilizzando estesamente e ne stiamo verificando la grande utilità e quello di valutare la circolazione o vascolarizzazione dell’endometrio. Si fa con un’ ecografia molto particolare : Ecopowerdoppler tridimensionale e l’uso di un software dedicato (VOCAL). Questo strumento ci consente di misurare la piccola ma importante circolazione dell’endometrio da cui può dipendere l’impianto anche quando gli embrioni trasferiti sono di buona qualità. Molti studi scientifici specie in Europa ed anche i nostri mostrano come una scarsa circolazione del sangue nell’endometrio sia associata ad una bassissima percentuale di impianto. In questo caso si possono attuare delle terapie preventive per migliorare la circolazione.

Anche situazioni che non riguardano l’utero o le ovaie possono influire sui risultati della PMA. Come ad esempio la Tiroide. Se questa ghiandola ad esempio funziona poco può dare minor tasso di impianto e maggior percentuale di aborti. Per la riproduzione i valori ormonali non sono quelli normalmente considerati. Ecco che una terapia per la tiroide va spesso instaurata prima di fare il tentativo di PMA.
Cerchiamo anche la presenza di anticorpi circolanti o disturbi della coagulazione che possono pregiudicare il tentativo : si possono fare delle terapie preventive anche in questo caso.

Anche l’uomo non va trascurato. Infatti lo spermatozoo che feconda l’ovocita deve essere di buona qualità per dare un embrione che abbia la massima potenzialità di impianto. Per questo è opportuno fare delle giuste terapie andrologiche anche quando con la ICSI è possibile ottenere la fecondazione. E’ importante migliorare al massimo il liquido seminale che verrà utilizzato per la PMA. Così è più probabile selezionare degli spermatozoi sani per la formazione degli embrioni da trasferire.

Questi sono solo alcuni esempi di quello che bisognerebbe fare per tentare di nuovo con la Fecondazione assistita. Ci rendiamo conto che queste sono tutte cose tecniche e che molto si gioca anche sul piano psicologico. Tale aspetto infatti non va assolutamente trascurato, anzi, può essere decisivo perché ci vuole coraggio per affrontare la delusione dei fallimenti. Ma con l’aiuto di professionisti comprensivi e disponibili tutto può diventare meno difficile e portare al successo che si desidera e per il quale tutti si devono impegnare.

4 commenti:

pinuccia ha detto...

salve volevo sapere dove e se è possibile effettuare un ecopowerdoppler tridimensionale a Napoli e quali sono i costi. grazie

Anonimo ha detto...

L'ecopowerdoppler tridimensionale è una nuovissima tecnica eseguita da pochi centri e non credo che a Napoli ce ne siano.
La nostra esperienza è quella di Roma dove è possibile eseguirlo con due ecografie. In un ciclo di 28 giorni se ne fa una all'1° ed un'altra al 19° gtiorno del ciclo. Il costo è più o meno quello di un'ecografia ostetrica. Per ulteriori informazioni rivolgersi alla segreteria. (06 8415269)

Anonimo ha detto...

In assenza di un ciclo regolare come si può fare una ecopowerdoppler prima di programmare un trasferimento di embrione?

Claudio Manna, ginecologo specialista dell'inferitilità e fecondazione assistita ha detto...

Per questo è necessario fare un monitoraggio follicolare e sulla base di questo programmare l'ecopowerdoppler

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