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giovedì 9 luglio 2009

Turismo riproduttivo, ha ancora senso?

Molte coppie infertili vanno all’estero per avere un figlio che non arriva. Secondo le ultime statistiche si tratterebbe di 10.000 coppie previste nel 2009: un numero veramente grande. Dietro questo fenomeno c’è sicuramente un enorme bisogno umano che va considerato con rispetto e compreso nelle motivazioni reali o immaginate. Accanto a questo bisogno c’è fatica, ansia spesso dolore e costi spesso molto elevati. Una domanda ci sorge spontanea : è giustificato fenomeno così diffuso oggi? Quali tecniche non si possono praticare in Italia? Vale veramente la pena andare in altri paesi per la fecondazione assistita?
Vediamo…..

Sapevate che un italiano ha inventato la ICSI?
Sapete che un italiano è il presidente dell’ESHRE, l’importante società scientifica europea della riproduzione umana?
Sapete che oggi una delle tecniche più avanzate per selezionare gli spermatozoi è italiana?
Dopo il recente pronunciamento della Corte Costituzionale sulla Legge 40 l’unica tecnica non attuabile in Italia è quella eterologa, cioè l’uso di ovuli o spermatozoi di persone estranee alla coppia?
E’ noto che oggi in Italia c’è l’esperienza più grande al mondo per l’individuazione e la selezione degli ovociti?
Chi è a conoscenza che in Italia sono iniziati gli studi per la crioconservazione degli ovociti e che in Spagna oggi si preferisce questa tecnica alla crioconservazione degli embrioni?

Non si può immaginare quante coppie sono tornate dall’estero senza aver avuto il risultato sperato e poi a casa ci sono riuscite! Con costi spesso assai più ridotti. Non è difficile infatti trovare centri che vicino casa praticano la fecondazione assistita ad altissimo livello a 2500-3000 euro, mentre, spesso, all’estero costa oltre il doppio senza considerare soggiorno e viaggio .
Le garanzie di sicurezza che si trovano oggi in Italia sono di gran lunga superiori a tanti paesi che hanno iniziato queste tecniche molto dopo di noi e avendo chiesto proprio a noi consulenza scientifica.

Oggi in Italia è possibile eseguire tutte le tecniche di fecondazione assistita compresa la diagnosi preimpianto. E’ nuovamente possibile crioconservare gli embrioni e gli ovociti pronucleati con le tecniche di vitrificazione. Cosa resta? Solo l’ovodonazione che non si può praticare in Italia! E solo per questo, infatti, è giustificato recarsi all’estero.
A casa è meglio. Le vacanze è preferibile viverle come tali piuttosto che lasciarle all’ansia che inevitabilmente si accompagna a tecniche mediche. A casa un professionista che sa stare vicino al proprio paziente nella sua madrelingua è l’ideale. Infatti, affrontare il delicato percorso della riproduzione assistita è sicuramente più facile nel proprio ambiente, evitando di aggiungere ulteriori situazioni di stress.

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