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lunedì 6 settembre 2010

L'utero bicorne


Dopo l’utero setto l'utero bicorne è la più frequente malformazione uterina. Questa anomalia dipende da un’incompleta fusione dei due corni di Muller che, a sua volta, provoca una duplicazione della cavità uterina.

Invece la vagina, il collo uterino e gli altri organi genitali sono presenti in un unico esemplare, così com’è fisiologicamente normale. Nell’utero bicorne la parte superiore è divisa in due corni separati, uniti in basso dove confluiscono in un unico collo. Rispetto all'utero setto è coinvolta anche la parte esterna (mentre il setto coinvolge solo l'interno della cavità).

Questa malformazione non è causa d'infertilità ma rende più probabile un aborto spontaneo e soprattutto un parto prematuro, perché le due cavità uterine sono più piccole. Si calcola che la probabilità di dare alla luce un bambino vivo sia del 60%.

E’ il ginecologo a sospettare la presenza di un utero bicorne con una normale visita, ma la diagnosi precisa può essere fatta solo tramite una isteroscopia o una laparoscopia. E’ consigliabile, in presenza di utero bicorne, un intervento chirurgico correttivo (metroplastica) tramite il quale le due cavità vengono riunite.

Durante la gravidanza, invece, è opportuno il cosiddetto “ cerchiaggio” del collo dell'utero, che consiste nel serrare l’apertura del collo dell’utero in vagina per evitare che si dilati a seguito dell’aumento del volume e della pressione interni all’utero stesso.

In maniera simile a quanto avviene per l’utero doppio (o didelfo), questa anomalia non compromette la fertilità, ma causa spesso aborti per la prematura espulsione del feto: la scarsa elasticità dell’utero, infatti, non gli permette di dilatarsi all’aumento di volume del feto stesso, man mano che la gestazione procede.

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